SARDEGNA VACANZE

SARDEGNA VACANZE

SARDEGNA: GALLURA

16:58, 5 March 2007 .. Inviato inSTORIA DEI PAESI .. 0 commenti .. Link







Non è stata ancora provata la presenza dell'uomo in Gallura nel paleolitico. L'uomo è arrivato in Sardegna circa 700.000 anni fa, percorrendo il blocco sardo-corso, dopo aver attraversato lo stretto di mare che si congiunge all'arcipelago Toscano. È perciò molto probabile la sua presenza anche in Gallura. La più antica presenza dell'uomo in Gallura risale al neolitico. Ad Aglientu in località Lu Littaroni e a Cala Corsara nell'isola di Spargi è stata trovata una grande quantità di ceramica e di ossidiana proveniente dal Monte Arci. Questo indica, ancora una volta, la Gallura come passaggio obbligato "dell'oro nero" nell'antichità. Le rotte da e per la Sardegna erano ben conosciute e le sue risorse richiamavano una massiccia affluenza di genti e di idee. L'attuale Gallura è stata popolata da genti corse fin dall'antichità preromana. In epoca romana la città di fondazione punica di Olbia assume notevole importanza essendo il porto maggiormente vicino alla penisola, collegato a Calares e Turris Lybissonis. Dopo il decadimento di Olbia a seguito delle incursioni dei vandali dal 594 ha una sede vescovile a Phausiana per iniziativa del papa Gregorio Magno, poi sostituita in periodo giudicale da quella di Civita. La Gallura ha costituito nel medioevo un giudicato autonomo con capitale Civita (l'odierna Olbia), tra i quattro in cui era divisa l'isola, esteso a comprendere le Baronie e parte dell'attuale Nuorese. In periodo tardo medioevale e aragonese all'abbandono di Civita (che diviene Terranova) e allo spopolamento delle coste oppresse dalle incursioni piratesche arabe corrisponde un maggiore sviluppo delle zone interne e della città di Tempio. Tra il '500 e il '700 la crescita delle immigrazioni dalla Corsica (peraltro costanti dall'antichità) ne hanno condizionato il peculiare carattere che riflette ancora notevoli specificità rispetto al resto della Sardegna e danno luogo al consolidarsi del dialetto gallurese e alla cultura degli stazzi. Nel 1839 la sede vescovile viene trasferita a Tempio che nello stesso periodo era stata elevata al rango di città (1836) e di capoluogo di provincia (dal 1807 al 1821 e dal 1833 al 1859). Con la fine dell'ottocento e il 20° secolo con il miglioramento dei collegamenti e lo sviluppo turistico si è invertita la tendenza insediativa a favore della fascia costiera (in particolare nel settore compreso tra Santa Teresa, la Costa Smeralda e San Teodoro) e della città di Olbia. La Gallura presenta il più elevato reddito pro-capite della Sardegna.



VILLASIMIUS

16:00, 5 March 2007 .. Inviato inSTORIA DEI PAESI .. 0 commenti .. Link


Un primo insediamento nell'area di Villasimius fu fondato dai punici, anche se le numerose testimonianze nuragiche documentano un'antica frequentazione dell'area. Nemmeno i romani abbandonarono il sito, considerato di elevata importanza strategica, circondato da fertili campagne ed immerso tra rigogliose foreste. Nel medioevo si sviluppo il villaggio di Carbonara, un florido abitato con un'economia basata sulla produzione del carbone (da qui il nome), che smantellò gran parte del manto boschivo. Questa situazione perdurò fino alla conquista aragonese, quando venne abbandonato. Per decenni fu una landa deserta frequentata solo da pirati, mentre l'unico sfruttamento delle terre arrivava da parte dei pastori, gli unici in grado di fronteggiare gli arabi.

L'attuale Villasimius nacque nel primi decenni del 1800, quando il generale Antonio Incani la rifondò con un gruppo di contadini di Settimo San Pietro, nei pressi di Cagliari. La crescita di Carbonara fu rapidissima e nel 1853 divenne comune autonomo, solo dieci anni dopo gli venne dato il nome odierno. Nell'immediato dopoguerra si ebbe un abbozzo di attività turistica, fortemente penalizzato dalle vie d'accesso al paese. La bellezza del suo mare superò questo ostacolo e negli anni '70 il posto divenne uno dei luoghi "cult" per il turismo cagliaritano. Dal 1982 il centro è diventato anche una meta per gli artisti europei, dopo l'apertura del Centro Internazionale di Sperimentazione delle Arti Visive, allestito nella Casa Comunale. Negli ultimi anni, alla bellezza delle spiagge si è aggiunta la scoperta dell'immacolato habitat marino, oggi racchiuso nell'area marina protetta di Capo Carbonara.



LE SPIAGGE LE TORRI

La costa di Villasimius è ricca di torri aragonesi, innalzate per contrastare le scorrerie dei pirati, che proprio in quest'area trovavano numerosi approdi sicuri. Arrivando da Cagliari, la torre di Capo Boi segna l'inizio del litorale di Villasimius. Da questo mastio si può ammirare l'intero Golfo di Cagliari, proseguendo sulla strada sterrata si arriva alla spiaggia. Poco più avanti, nei pressi di un villaggio turistico, si trova l'ingresso alla spiaggia di Sa Ruxi. Dopo circa tre chilometri ed un lungo tornante, si vede sulla destra la lunghissima spiaggia Campus, particolarmente apprezzata per la sua posizione al riparo dal maestrale. Prima di entrare in paese si trovano dei cartelli con le indicazioni per Campulongu, seguendo questa strada si arriva alla spiaggia omonima e poco dopo, al recente porticciolo turistico. Subito sulla destra, un po' celata, si trova la Spiaggia del Riso. E' un litorale con l'acqua così trasparente da sembrare irreale, il nome gli deriva dai piccoli granelli granitici che compongono il suo arenile. La spiaggia è dominata dalla maestosa Fortezza Vecchia, costruita dagli aragonesi e modificata durante il regno Savoia, assumendo l'aspetto di un fortilizio. Da questo punto si seguono le indicazioni per Porto Giunco, dove si trovano la torre omonima e la candida spiaggia dei due Mari. Tra Fortezza Vecchia e Porto Giunco si allunga Capo Carbonara, un incontaminato promontorio granitico che si affaccia verso L'isola dei Cavoli. Queste zone sono il simbolo dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara, istituita nel 1998 e comprendente il tratto di costa tra la torre di Capo Boi e l'isola di Serpentara, che ricade completamente nel comune di Villasimius. Nel 1979, nei fondali antistanti l'isola dei cavoli fu collocata la statua della Madonna del Naufrago, scolpita da un famoso artista di San Sperate. Il simulacro è alto tre metri e venti, ricavato da un blocco unico di trachite rossa. La strada dopo l'ingresso per Porto Giunco porta all'arcinota spiaggia di Notteri, particolarmente affascinante anche per via dello stagno che la circonda. Collegata alle due precedenti si trova la spiaggia Simius, dopodiché la strada principale si biforca ed a sinistra conduce in paese, mentre a destra va verso Costa Rei. L'insieme delle tre spiagge, è considerato uno dei litorali più belli dell'isola, anche se la scelta è ardua se la si paragona con Punta Molentis, la spiaggia successiva, che si trova nella strada per Costa Rei. La peculiarità di quest'ultimo arenile sta nell'essere posto tra la terra ferma ed un 'isolotto granitico, il quale crea due microscopiche baie con acque sempre calme. Per raggiungerlo bisogna entrare nella strada per l'hotel Oleandro e poi svoltare immediatamente a destra, immettendosi nella strada bianca e proseguendo per quasi due chilometri. Is Proceddus è l'ultima spiaggia del territorio di Villasimius ed è visibile dalla strada, nei pressi di uno spiazzo/parcheggio sulla destra. Da questo punto bisogna percorrere quasi un chilometro lungo il pendio per arrivare al selvaggio arenile.

ARCHEOLOGIA

In località Is Cuccureddus, pochi decenni fa, è stato scoperto un importante luogo di culto punico (Tophet). Altri importanti siti archeologici sono le necropoli romane di Accu is Trajas, siti nella località omonima. Nei pressi di Santa Maria sorgono invece i resti degli insediamenti agricoli romani, composti da una villa ed un piccolo centro termale. Gran parte dei reperti ritrovati in quest'area sono custoditi nel Museo Archeologico di Villasimius, articolato nelle sale: del Mare, del Territorio, del Santuario e dei Relitti.


PORTO CORALLO

16:43, 1 March 2007 .. Inviato inSTORIA DEI PAESI .. 0 commenti .. Link




Porto Corallo si trova nella regione del Gerrèi, vicino alla foce del fiume Flumendosa e a pochi chilometri da Muravera e Villaputzu.
Il nome del luogo deriva dalla presenza, durante il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo, di colonie coralline. Quest'area è ricca di zone archeologiche molto interessanti;




LE SPIAGGE

La costa di Porto Corallo si caretterizza per il continuo alternarsi di piccole calette, scogliere e lunghe distese sabbiose dalle acque cristalline. La spiaggia di Porto Corallo, sovrastata dalla bella torre spagnola, si trova presso l'abitato, mentre, circa 25 chilometri a nord, sono il paese di Quirra e la spiaggia omonima.




ARCHEOLOGIA

La presenza di due importanti edifici quali i castelli di Quirra e di Gibas, testimonia il prestigio di cui quest'area godeva in tempi antichi.

Il castello di Quirra si trova pochi chilometri a nord di Porto Corallo, su una roccia calcarea, e fu costruito nel Tredicesimo secolo, per proteggere la zona. Ai suoi piedi si può ammirare una delle poche chiese in stile tardo-romanico della Sardegna, San Nicola (XIII secolo).
Le rovine del castello di Gibas sono invece situate verso est, non lontano da Porto Corallo, mentre, presso la spiaggia, si erge la grande torre costiera di Porto Corallo, costruita dagli spagnoli.
A circa 15 chilometri a sud di questa, immerso in un bel paesaggio, troviamo lo stagno di Colostrài, molto pescoso e ricco di interessanti specie di flora e fauna.




ATTIVITA' & SPORT


Numerosi sono i centri nautici presenti nelle coste. Sulle spiagge si possono affittare:
barche a vela, catamarani, windsurf e canoe.
Esperti ed entusiasti istruttori danno lezioni quotidiane per ogni disciplina a principianti ed anche ad esperti.


DIVING - IMMERSIONI


L'attività subacquea, si sviluppa sulla costa, sulle vicine isole e sulle secche presenti in zona, indirizzata a tutti i livelli di esperienza e necessità, anche con affitto di attrezzature, secondo metodi didattici nazionali ed internazionali, il nostro Centro Diving offre la possibilità di conseguire tutti i brevetti sub PADI.




ESCURSIONI - EQUITAZIONE


Lungo un itinerario che ci porta da una costa all'altra, valicando i monti del Sarrabus Gerrei, si vivono affascinanti vacanze a cavallo, tra le più avventurose che si possano immaginare. Storia, natura, tradizioni, mare, montagna, fiumi, cinghiali, aquile e mufloni. Una grande avventura, alla riscoperta delle forme ataviche, culturali e tradizionali dell'equestre in Sardegna.



Porto: Cagliari - Distanza: 70 Km
Aeroporto: Cagliari - Distanza: 80 Km



IGLESIAS

16:35, 1 March 2007 .. Inviato inSTORIA DEI PAESI .. 0 commenti .. Link



Lontano dallo stress delle città, circondata da luoghi selvaggi e suggestivi, in cui si susseguono le rovine degli impianti abbandonati si trova Iglesias una graziosa e vivace cittadina, il cui nobile passato è testimoniato da varie emergenze monumentali di notevole interesse. Il centro abitato, sormontato dal Castello di San Guantino, conserva ancora parte delle mura e torri pisane che lo cingevano; pittoresche le strette stradine impreziosite dai balconi antichi e dalle botteghe che talvolta emanano il profumo del pane appena sfornato, dei dolci sardi o de "su mustazzeddu".



Grazie alla varietà dei suoi paesaggi spesso sconosciuti perfino ai sardi, costituisce una delle parti più suggestive della Sardegna. Basti pensare all’incantevole foresta demaniale del Marganai, una delle aree faunistiche più belle della Sardegna abitate da cinghiali, faine, gatti selvatici, cervi, pernici, tortore e perfino dall'aquila e dal falco reale, o alla valle di Oridda, coi suoi splendidi lecci e la sua affascinante cascata.



I villaggi minerari di Malacalzetta e di Arenas-Tinì, sono preziosi esempi di archeologia industriale in un ambiente naturale ancora incontaminato.
Di incomparabile bellezza la zona costiera, che, attraverso la spiaggia di Funtanamare, raggiunge Nebida e Masua da cui si gode un panorama mozzafiato.



Bellissimo ad esempio il faraglione detto "Pan di Zucchero", che col suo colore candido si staglia in un mare di un azzurro abbagliante.
Di grande suggestione anche Porto Flavia, a Masua, costruito direttamente sulla parete a strapiombo sul mare: da qui partivano i battelli col minerale raccolto nel giacimento sovrastante.
L'incredibile patrimonio naturale e culturale dell'Iglesiente ha fatto sì che, dal 30 settembre 1998, sorga nel territorio il primo parco geominerario del mondo: promosso dall'Unesco che include la valorizzazione delle miniere abbandonate a fini culturali e turistici.




Porto: Cagliari - Distanza: 55 km
Aeroporto: Cagliari/Elmas - Distanza: 50 km



SANTA TERESA DI GALLURA

16:25, 1 March 2007 .. Inviato inSTORIA DEI PAESI .. 0 commenti .. Link

Santa Teresa Gallura potrebbe a prima vista essere considerato un paese "giovane" visto che la sua fondazione risale ai primi dell' ottocento, per volere di Vittorio Emanuele I di Savoia; tuttavia non può dimenticarsi che quella punta estrema del nord Sardegna, tra le frastagliate scogliere di granito e le campagne di macchia mediterranea, fu abitata da antichissimi popoli fin dalla preistoria.





Nel Medioevo, nel periodo delle Repubbliche marinare fu fondato dai Pisani il borgo di Longonsardo con la finalità di costituire un avanposto strategico ad appena 11 miglia dalla Corsica allora dominata da Genova, acerrima rivale di Pisa. L' importanza logistica del porto favorì il rifiorire dell' industria estrattiva del granito e dei commerci.



L' importanza di Longonsardo crebbe in modo considerevole nel XIII° e XIV° secolo tanto che diventò uno degli unici quattro porti della Sardegna assieme a Cagliari, Porto Torres ed Alghero, in cui era consentito imbarcare o sbarcare merci. Nel 1384 Eleonora d' Arborea vi fece costruire un castello ( del quale purtroppo oggi non ne rimane quasi più traccia), il quale venne poi nel 1420 distrutto dai genovesi, i quali ordinarono anche lo spopolamento della zona, che divenne così rifugio di banditi e pirati per i successivi due secoli.



Nel corso del XVI° secolo l' intensificarsi del contrabbando convinse il re di spagna Filippo II su proposta dell' assemblea sarda ad ordinare l' edificazione di una torre militare dalla quale si potesse contrastare l' approdo dei contrabbandieri nella rada del porto. La zona fu dunque abitata per oltre un secolo solamente dalle guarnigioni dei soldati, dapprima spagnoli ed infine piemontesi, non essendo stato, il borgo, più ricostruito in seguito allo spopolamento voluto dai genovesi.



La rinascita del borgo avviene nel 1808. A capo della guarnigione piemontese, che stanziava nella torre, fu assegnato come comandante Francesco Maria Magnon il quale si rese conto che per eliminare l' atavico problema del contrabbando non era sufficiente un unico ed isolato punto di controllo seppur militare, ma era necessario ripopolare il territorio. Grazie alla sua insistenza, il re Vittorio Emanuele I emanò un decreto con il quale statuì la nascita di Santa Teresa ( in onore della santa patrona della regina Teresa) delimitandone i confini territoriali. Il re non si limitò a questo, ma volle egli stesso disegnare la pianta della città. Per incentivare l' afflusso dei coloni nel paese vi furono notevoli agevolazioni tra cui la possibilità di ottenere gratuitamente appezzamenti di terreno.


Maestrale
di Lucia Tului

Belle come una mattina
in montagna
queste ore di maestrale
fresche sulla pelle
umide sulle foglie
stagliate di lucido azzurro

Serenità silenziosa
interrotta dai trilli
di bimbi ed uccelli
verde umidità
che ristora l'anima
accarezzata dal sole



Santa Margherita di Pula,
Tratte dalla raccolta "ERBE DI MARE" di Lucia Tului




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