POETTO

La Spiaggia del Poetto

La spiaggia del Poetto è una delle più belle spiagge Spiaggia del Poettometropolitane del Mediterraneo, dista dal
centro di Cagliari 5 Km e si sviluppa su circa 11
Km di spiaggia bianca finissima lungo la quale, locali, chioschi e stabilimenti balneari, offrono servizi e comfort ai turisti.

In considerazione delle condizioni climatiche la spiaggia del Poetto consente la balneazione dalla fine di aprile alla fine di ottobre.

Nelle acque antistanti la spiaggia, si svolgono importanti manifestazioni veliche tra le quali:

  • Campionato Open 60 piedi Campionato d’Italia
  • Circuito internazionale ‘Vela Latina Mediterranea’
  • Tiscali Cup
    Spiaggia del Poetto

Nel vicinissimo porto di Marina Piccola sostano panfili, motoscafi e barche a vela. Si organizzano regate, corsi di vela e windsurf e si possono affittare tavole e barche.

Un ristorante e una gelateria di ottimo livello completano le attrezzature del porto.

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RESIDENCE ‘IL BORGO’ LA CASA DELLE VACANZE

 

 

In questo affascinante residence potete soggiornare in piena armonia ed usufruire dei vantaggi di una piscina privata e di una accattivante vista sul mare di fronte all’arcipelago della Maddalena.

 


          


<li><a href=’http://centroserviziimmcond@libero.it’>GIANNI CANNELLA</a></li>

centroserviziimmcond@libero.it



chiamare Gianni al numero:

335.831.37.57

 

 



Per gli appartamenti con 5 posti letto i costi settimanali di affitto sono:
– Giugno: 700,00 €
– Luglio: 950,00 €
– Agosto: 1.200,00 €
– Settembre: 700,00 €

Per l´appartamento con 4 posti letto i costi settimanali di affitto sono:
– Giugno: 650,00 €
– Luglio: 850,00 €
– Agosto: 1.150,00 €
– Settembre: 650,00 €

Le spese settimanali extra per i servizi (Energia elettrica e pulizie) sono pari a 50,00€



 

 

 




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SANTA TERESA ‘RENA MAJORE’

Nel Comune di Aglientu, ad una decina di chilometri da Santa Teresa Gallura, lungo la litoranea per Castelsardo si trova la spiaggia di Rena Majore. Questa è una stupenda spiaggia che si estende per circa un chilometro nei pressi della foce del rio Cantaru. E’ formata da una sabbia bianchissima e finissima, che la forza del mare e del vento hanno lentamente spinto verso l’ interno, cosicchè una distesa di sabbia e dune rappresenta lo scenario di sfondo della spiaggia. Alle spalle di questa, immerso in una folta pineta si trova il centro turistico residenziale di Rena Majore.

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SANTA TERESA ‘BAIA SANTA REPARATA’

Per arrivare è necessario seguire la strada che dal paese porta a CapoTesta, dopo circa 2 km girate sulla sinistra all’ altezza di un piazzale e seguite la ripida discesa che porta al centro residenziale di Baia S. Reparata.Il vento dominante è il Ponente mentre è riparatissima dal Levante. I fondali limpidissimi e le ricche scogliere che racchiudono in se la baia fanno si che questa sia uno dei luoghi preferiti dai sub. Camminando sulla riva è facile trovare nella sabbia delle bellissime conchiglie con riflessi di madreperla chiamate ‘Occhi di Santa Lucia’.

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SANTA TERESA ‘LA MARMORATA’

Il complesso della Marmorata offre peculiarità uniche in relazione alla posizione ed all’ articolazione del territorio. La zona costituisce il tratto di costa più settentrionale della Sardegna ed offre l’ impareggiabile scenario dell’ arcipelago della Maddalena. Le spiagge sono due: una molto grande, sede del prestigioso Club Mediterranè nonchè set cinematografico per numerosi registi italiani (Antonioni). Il vento che soffia è il Grecale (nord-est) molto ricercato dai surfisti.

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SANTA TERESA ‘COLA GRANDE – VALLE DELLA LUNA’

Appena superato l’ istmo di Capo Testa, bisogna imboccare, verso sinistra, la strada bianca e seguirla per circa un chilometro. Giunti in prossimità di un gruppo di villette, proseguite verso destra fino a giungere ad un piccolo piazzale, dal quale potrete accedere al sentiero che serpeggiando per circa 700 metri tra i cespugli di macchia mediterranea vi condurrà alla valle. Poco prima di arrivare noterete un enorme masso spaccato delle dimensioni di circa settecento metri cubi, che presenta lungo i suoi 15 metri di lunghezza numerosi fori. Altro non sono che i segni lasciati dai romani i quali utilizzavano, per tagliare la pietra la tecnica dei paletti di legno che, inseriti nei fori, venivano bagnati e, gonfiandosi, consentivano il taglio regolare della pietra. La valle della luna offre tre cale stupende.

La bellezza primordiale del luogo, i massi granitici giganteschi, plasmati dalla millenaria azione dei venti, il mare sempre presente in ogni scorcio, la macchia incontaminata e profumata rendono il luogo unico. Non a caso sin dal ’68 il luogo è divenuto punto di raduno della pittoresca comunità hippie di tutta Europa, che ha trovato nel sito la materializzazione dei propri sogni di purezza primigenia, conferendole una notorietà internazionale. Oggi, esauritasi quella corrente culturale, sono pochi gli originali che decidono di trascorrere le loro vacanze in una grotta o in una tenda (sfidando peraltro il divieto di campeggio vigente su tutta la zona), ma numerosissimi visitatori che si aggirano per i sentieri impervi, per fantastiche scogliere che richiamano paesaggi lunari.

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SANTA TERESA ‘LA RENA BIANCA’

Santa Teresa di Gallura può vantare alcune tra le più belle spiagge della Sardegna. Accanto alle spiagge principali, esistono poi un’ infinità di meravigliose cale e calette, ognuna con proprie caratteristiche tali da renderle uniche. La particolare posizione geografica permette inoltre di trovare un posto riparato con qualsiasi condizione di vento!

La Rena Bianca è la spiaggia del Paese. Per raggiungerla è sufficiente seguire una delle tante strade e scalinate dalla piazza della chiesa. La spiaggia è protetta dal vento di ponente dalla penisola di Municca e dall’ isolotto di Municchedda. Il versante di levante è protetto invece dal promontorio ove si erge la Torre di Longonsardo; infine i venti provenienti da sud non la interessano dato che vengono contrastati dalle sovrastanti abitazioni del Paese. Durante le belle giornate è possibile ammirare le bianche falesie della costa della Corsica che dista poco più di 11 miglia. La spiaggia, lunga circa 700 metri, è formata da una sabbia finissima che in certi tratti sul bagnasciuga assume riflessi rosa per la presenza di minuscoli frammenti di corallo. L’ acqua assume mille tonalità dal blu al turchese, passando per il verde, ed è sempre limpidissima; rimane bassa per alcuni metri dalla riva risultando adatta per i bambini. La spiaggia è dotata di una rampa di accesso per i disabili, di docce e di bagni pubblici. E’ inoltre possibile affittare ombrelloni e sdraio nonchè canoe e pedalò. Potrete poi durante tutto l’ arco della giornata concedervi una pausa dal sole nella fresca veranda del bar.
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LA CUCINA GALLURESE

La Cucina Gallurese…

Nella cucina di Santa Teresa si possono ritrovare tutte le antiche ricette dell’entroterra gallurese, a queste però vanno aggiunte quelle dei pescatori, che si fusero con gli altri abitanti alla nascita del nucleo originario.

La ricetta per eccellenza della Gallura è la ZUPPA GALLURESE (suppa cuata), uno sformato di pane raffermo, formaggio tipo caciocavallo e pecorino, il tutto bagnato con abbondante brodo di pecora. La ricetta si conclude con un’infornata, che rende il piatto di consistenza soffice ma compatta.

Un altro squisito primo piatto è formato dai RAVIOLI ALLA GALLURESE, il tipico fagottino di pasta viene riempito da ricotta profumata con scorza d’arance. I ravioli vengono poi conditi con una salsa di pomodoro semplice o con qualche foglia di basilico.

Ovviamente tra i piatti locali non potevano mancare i PESCI AL FORNO, la particolarità della ricetta gallurese sta nell’usare, durante la cottura, il VERMENTINO invece dei classici bianchi. Dagli anni ’70 questo vino è diventato un D.O.C., varcando con la sua fama anche i confini nazionali.

Ogni paese costiero dell’isola conserva caratteristiche uniche per quanto concerne la preparazione della Zuppa di Pesce, gli amanti del genere non possono perdere quella di Santa Teresa.

A prezzi ovviamente stellari, si può gustare un ottima ARAGOSTA pescata a largo delle coste locali. Nelle aziende agrituristiche si possono mangiare dei favolosi PORCETTI ARROSTO, che cotti allo spiedo sono una leccornia unica.

Durante il carnevale è d’obbligo la favata, una minestra di fave con lardo, cavolo verza e finocchietto selvatico. Attualmente è difficile dire quale dolce sia tipico di una zona più che di un’altra, dato che questi vengono prodotti tutti indistintamente in ogni angolo dell’isola. Una variante dei ravioli locali li vuole fritti e conditi con il miele, per un dolce realmente tipico.

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– Giugno: 700,00 €
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– Giugno: 650,00 €
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SARDEGNA: GALLURA

Non è stata ancora provata la presenza dell’uomo in Gallura nel paleolitico. L’uomo è arrivato in Sardegna circa 700.000 anni fa, percorrendo il blocco sardo-corso, dopo aver attraversato lo stretto di mare che si congiunge all’arcipelago Toscano. È perciò molto probabile la sua presenza anche in Gallura. La più antica presenza dell’uomo in Gallura risale al neolitico. Ad Aglientu in località Lu Littaroni e a Cala Corsara nell’isola di Spargi è stata trovata una grande quantità di ceramica e di ossidiana proveniente dal Monte Arci. Questo indica, ancora una volta, la Gallura come passaggio obbligato ‘dell’oro nero’ nell’antichità. Le rotte da e per la Sardegna erano ben conosciute e le sue risorse richiamavano una massiccia affluenza di genti e di idee. L’attuale Gallura è stata popolata da genti corse fin dall’antichità preromana. In epoca romana la città di fondazione punica di Olbia assume notevole importanza essendo il porto maggiormente vicino alla penisola, collegato a Calares e Turris Lybissonis. Dopo il decadimento di Olbia a seguito delle incursioni dei vandali dal 594 ha una sede vescovile a Phausiana per iniziativa del papa Gregorio Magno, poi sostituita in periodo giudicale da quella di Civita. La Gallura ha costituito nel medioevo un giudicato autonomo con capitale Civita (l’odierna Olbia), tra i quattro in cui era divisa l’isola, esteso a comprendere le Baronie e parte dell’attuale Nuorese. In periodo tardo medioevale e aragonese all’abbandono di Civita (che diviene Terranova) e allo spopolamento delle coste oppresse dalle incursioni piratesche arabe corrisponde un maggiore sviluppo delle zone interne e della città di Tempio. Tra il ‘500 e il ‘700 la crescita delle immigrazioni dalla Corsica (peraltro costanti dall’antichità) ne hanno condizionato il peculiare carattere che riflette ancora notevoli specificità rispetto al resto della Sardegna e danno luogo al consolidarsi del dialetto gallurese e alla cultura degli stazzi. Nel 1839 la sede vescovile viene trasferita a Tempio che nello stesso periodo era stata elevata al rango di città (1836) e di capoluogo di provincia (dal 1807 al 1821 e dal 1833 al 1859). Con la fine dell’ottocento e il 20° secolo con il miglioramento dei collegamenti e lo sviluppo turistico si è invertita la tendenza insediativa a favore della fascia costiera (in particolare nel settore compreso tra Santa Teresa, la Costa Smeralda e San Teodoro) e della città di Olbia. La Gallura presenta il più elevato reddito pro-capite della Sardegna.

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